«Pozzo».Presentato ieri al
teatro sperimentale
Non è un semplice Annuario
ma un «libro di storie»
emblematiche dell'istituto
m.c.
TRENTO Il primo Annuario dell'istituto per
geometri «Pozzo», presentato ieri al teatro
sperimentale del Centro S. Chiara, in un
atmosfera molto «di famiglia» e di partecipata
commozione nel ricordo di chi oggi non c'è più.
Accanto anche una videocassetta. Per l'occasione,
oltre al preside Dell'Aira, il sindaco Pacher,
l'assessore provinciale Molinari e il
sovrintendente Ceccato.
Più di 200 pagine, che portano la firma di
presidi, insegnanti, studenti, presidente del
Comitato regionale dei geometri. Ma,
principalmente, quella di Diego Briani,
coordinatore, che ha presentato ieri l'Annuario
1999 del «Pozzo» come «sua» creatura, non in
senso di proprietà o paternità esclusiva, di
partecipazione emotiva nella ricerca delle
«storie» da proporre come emblematiche dentro
questo primo pezzo di storia dell'istituto; nel
senso del «rischio» ad improvvisarsi
redattore-capo di un'avventura ben riuscita. Un
Annuario, scritto con la tecnica e «col cuore»,
come ha rimarcato anche Renzo Carrozzini, che
insieme a Tania Zambaldi, ha portato in sala la
presenza della preside Rosanna, defunta, ma
sempre lì ad ogni momento collettivo del «suo»
Pozzo, come sulla targa della Biblioteca della
scuola e nelle borse di studio per studenti
meritevoli e impegnati.
Non «una storia, ma un libro di storie», come
ha ricordato Briani, che ha avuto al suo fianco
anche il preside Vittorio Gerosa, primo preside
del «Pozzo» autonomo dal «Tambosi», quel
Gerosa che «ancora ieri in servizio» (è stato
Dell'Aira a rimarcarlo) ha parlato al suo
collegio ed ai suoi studenti per tracciare un
affresco di quando iniziò a ricostruire il
sottoscala, poi le aule, e via via fino ai piani
alti, alla prima biblioteca. Un libro di storie,
quelle dei ragazzi protagonisti, delle ragazze
(che sono il 20% dei geometri diplomati) e di
tutti quelli che stanno su quel libro a ricordare
i 3801 geometri diplomati dal «Pozzo» in questi
anni. Una scuola «utile», hanno detto, che ora
ha il suo primo Annuario, che riesce a farsi
leggere come libro di storie di quella scuola.
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La presentazione dell'annuario al
«Pozzo» (foto Panato)
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